A Bruxelles la mostra “Italian Shoes, European Footprint” accende i riflettori sul “made in”La mostra è “Italian Shoes, European footprint”, il luogo è il Parlamento Europeo, il sottotesto è sempre il solito: la centralità della manifattura delle politiche industriali dell'Europa di cui il made in Italy è un vanto e la necessità di una norma a favore dell'obbligatorietà del “made in”.

Mag 31, 2017
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Organizzata da Assocalzaturifici in collaborazione con l’associazione culturale “Colosseum”, la mostra “Italian Shoes, European Footprint” è stata inaugurata martedì 30 maggio presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Curata da Luciano Calosso e Enrica Barbano si ripropone di raccontare attraverso un excursus storico la genesi del design italiano nel rapporto con l’avvicendamento delle mode e la contaminazione creativa tra passato e futuro nel mondo calzaturiero.

All’indubbio valore storico, culturale e artistico dell’iniziativa, si somma quello politico: la mostra rappresenta infatti la giusta occasione per ricordare all’UE la necessità di tutelare l’eccellenza della manifattura italiana e il diritto del consumatore ad essere informato sul provenienza dei prodotti che acquista. Insomma la vexata quaestio del “Made in”, di cui la calzatura italiana si è fatta portavoce in Europa da ormai dieci anni.annarita-pilotti

“Il made in deve essere una priorità per l’Italia e per l’Europa. – dichiara al proposito Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici – E’ possibile che il Parlamento Europeo si esprima a stragrande maggioranza a favore dell’etichettatura obbligatoria e il Consiglio Europeo possa invece negare a questa maggioranza il diritto ad una legge giusta ed equa? Sono dieci anni in cui si cerca, senza alcun risultato, di garantire una norma di civiltà che possa informare in consumatore finale circa la provenienza geografica del prodotto. Mi chiedo: ma a chi fa paura questo Made in? Ora, con l’uscita dell’Inghilterra dalla UE, storica oppositrice, ci chiediamo se ci siano le condizioni per avere la maggioranza e far passare la proposta contenuta nell’art.7 del pacchetto sulla sicurezza dei prodotti oppure con una norma dedicata”.

L’invito alla Mostra “Italian Shoes, European Footprint”esteso ai membri del Parlamento e del Consiglio Europeo vuole proprio invitare ad una riflessione attenta su quello straordinario patrimonio rappresentato dalla calzatura made in Italy. Un patrimonio che merita riconoscimento e tutela al tempo stesso.

L’esposizione accompagnerà i visitatori in un viaggio alla scoperta dei momenti salienti dell’evoluzione della calzatura italiana attraverso tre sezioni. La prima, “Impronte, dall’antichità al XX secolo” mostra la genealogia delle forme precursori della calzatura femminile del XX secolo. “Stili” racconta invece la storia dell’artigianato e l’alta moda calzaturiera a cavallo del millennio. Infine, “percorsi creativi” mette in risalto le forme della creatività contemporanea, col loro design audace e l’impiego di materiali innovativi, gettando una sguardo a quello che sarà il futuro della scarpa.

La mostra è stata organizzata grazie alla disponibilità dell’europarlamentare Simona Bonafé e vanta la collaborazione di un’importante cordata di brand del made in Italy: Pompei 2000 srl, Alberto Gozzi, Aldo Bruè, Baldinini, Bruno Magli, Casadei, Gianna Meliani, Giuseppe Zanotti, Le Babe. Loriblu, Luciano Barachini, Paciotti, Pollini, Tesorone, oltre che del Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi.

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