Quali le misure adottate per contrastare l’attuale e terribile situazione economica?
Dal 15 giugno sono partiti gli indennizzi a fondo perduto, una delle misure del Decreto Rilancio pensate per ristorare direttamente parte dei danni che il Covid ha prodotto sulle PMI del nostro Paese. Si tratta di liquidità immediata a favore di società e imprese individuali con ricavi fino a 5 milioni di euro, che sarà erogata dall'Agenzia delle Entrate.

Sempre per le PMI entra a regime anche la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette elettriche da maggio a luglio 2020, e non sarà necessaria alcuna domanda: la riduzione dei costi, dal 4% al 97% a seconda della potenza impiegata, sarà automatica. Questo, assieme ai pagamenti di 12 miliardi di debiti della pubblica amministrazione, all’abolizione del saldo 2019 e dell’acconto 2020 dell’Irap, di Tosap e Cosap, porterà un po’ di ossigeno alla stretta imposta dal Covid.

Da non dimenticare il Decreto Liquidità, per la parte riguardante il Fondo di Garanzia per le PMI. Ad oggi siamo a circa 738mila domande pervenute per un totale di circa 42 miliardi di garanzie concesse. In pratica, dall’entrata in vigore del decreto, parliamo di più di mezzo miliardo al giorno di garanzie concesse, nonostante le lentezze di alcuni istituti di credito che si sono comunque attrezzati per colmare il gap delle prime due settimane.

Infine, fino al prossimo 13 agosto, imprese, partite iva, artigiani, agricoltori che hanno subito danni e perdite di fatturato a causa dell’emergenza Covid, potranno fare domanda per ottenere indennizzi a fondo perduto. Con il Decreto Rilancio abbiamo stanziato 6,2 miliardi per questa misura di ristoro.
L’iter è gestito da Agenzia delle Entrate ed è stato costruito per essere semplice e immediato. Le somme saranno erogate direttamente sul conto corrente e le verifiche verranno effettuate successivamente, per permettere una velocizzazione ulteriore delle procedure. Parliamo di indennizzi che arrivano fino a 40 mila euro. 
L’ammontare dell’importo erogato sarà pari al 
– 20% per le imprese con fatturato fino a 400 mila euro
– 15% per le imprese con fatturato tra 400 mila euro e fino a 1 milione di euro
– 10% per le imprese con fatturato da 1 a 5 milioni di euro. Partendo comunque da soglie minime di rimborso.

Come gestirete, invece, il flusso di denaro proveniente dall’Europa?
Lo useremo per mettere in sicurezza alcune debolezze e fragilità storiche del nostro sistema produttivo: la sottocapitalizzazione, la difficoltà di accesso all’innovazione, favorire il rientro di quelle imprese che hanno spostato la produzione all’estero (magari studiando un iper-ammortamento nei confronti dei beni riportati in Italia, o una super valutazione dei capitali utilizzati per reimpiantare nuovi stabilimenti in Italia, defiscalizzare il lavoro per i primi anni).

Come pensa sia meglio affrontare le sfide che ci attendono?
Quello che da oggi dobbiamo fare come Governo è abbracciare stabilmente una politica economica che stimoli gli investimenti, la crescita, la sostenibilità e l’innovazione. È un percorso certamente più difficile e fa meno titolo sui giornali. Ma abbiamo il dovere di guardare ai prossimi dieci anni, oggi più che mai serve una prospettiva economica e industriale di lungo respiro.

Quali i primi passi verso questo tipo di politica?
Il piano industriale per il triennio 2020-2022 ‘Dall’Italia per innovare l’Italia’ del Fondo Nazionale Innovazione - Gruppo Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital, mi pare un buon inizio. 
Il mio Ministero ha fortemente voluto la costituzione del Fondo Nazionale Innovazione e del Fondo per il Trasferimento Tecnologico. Entrambi rappresentano un’opportunità strategica per l’Italia. Viviamo in un Paese in cui la genialità si sposa con l’eccellenza: vogliamo facilitare la trasformazione delle idee in prodotti e processi, e le start up hanno proprio la capacità di leggere le esigenze del mercato e offrire ai consumatori nuove soluzioni e alle imprese, anche le più tradizionali, nuovi modi di soddisfare la domanda.
È una questione statistica: più seminiamo, più probabilità di successo avremo. E semineremo attraverso questi due strumenti di politica industriale nati proprio per sopperire alle difficoltà attuali.
Il FONDO NAZIONALE INNOVAZIONE opererà utilizzando lo strumento del Venture Capital, un settore nel quale i dati degli ultimi anni lasciano ben sperare per il futuro. Il Fondo opererà attraverso investimenti diretti e indiretti con una attenzione dedicata principalmente a tutti i settori dell’innovazione in cui il nostro Paese è in grado di esprimere già tradizionali eccellenze o è in grado di giocare un ruolo da protagonista nella competizione globale, grazie al talento ed all’ingegno dei nostri ‘founder’ o imprenditori. La dotazione del FNI è di circa 1 miliardo di euro.
Invece, il FONDO PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO (ENEA TECH) ha a disposizione 500 milioni di euro e vuole colmare la distanza tra chi fa innovazione e chi fa impresa. Se il FNI si dedicherà al sostegno del percorso di crescita delle start up nel tempo, fino all’industrializzazione e al lancio commerciale sul mercato, Enea Tech, interverrà alla base del sistema innovazione investendo esclusivamente in ambito pre-commerciale e pre-competitivo in quella che gli addetti al settore definiscono la “valle della morte”, accompagnando lo sviluppo di innovazioni rilevanti dei centri di ricerca, delle PMI e degli spin-off. 

In ottica innovazione, negli anni passati, si è puntato su Industria 4.0. Come pensa di portare avanti quel progetto?
Con il Piano Transizione 4.0, da poco entrato in vigore, che conta 7 miliardi a favore degli investimenti delle imprese che maggiormente punteranno sull’innovazione, gli investimenti green, in ricerca e sviluppo, in attività di design e innovazione estetica, sulla formazione 4.0.
Il piano ha l’ambizione di essere il primo mattone su cui costruire la nuova politica industriale dell’Italia. Con Transizione 4.0 aumenta del 40% la platea dei potenziali beneficiari del mondo 4.0. Con l’adozione del credito d’imposta come strumento unico di accesso agli incentivi, garantiamo un effetto leva tra innovazione ed ecosostenibilità preservando il pieno automatismo delle misure. Inoltre, si garantisce un importante anticipo dei tempi di fruizione eliminando i vincoli tra investimenti in beni materiali e immateriali.

La sostenibilità ambientale è di fatto un tema al centro di molti progetti politici internazionali. Come lo affrontate?
Abbiamo stanziato 210 milioni di incentivi per progetti di ricerca e sviluppo delle imprese per la riconversione delle attività produttive. Con questa misura, il MiSE vuole sostenere la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative e sostenibili, al fine di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse abbia una maggiore durata e la produzione di rifiuti sia ridotta al minimo.

Altre iniziative importanti a favore delle Pmi?
Il progetto, già in atto, per favorire la brevettabilità e la valorizzazione della proprietà industriale da parte delle Pmi. Fino ad ora sono stati messi a disposizione 56 milioni di euro con l'obiettivo di facilitare l’utilizzo dei brevetti per tutelare le innovazioni tecnologiche delle Pmi, valorizzare i marchi e i disegni, e promuovere anche i progetti di trasferimento tecnologico di Università ed Enti di ricerca.
Per soddisfare le richieste di coloro che non hanno potuto presentare le domande di contributo, il MiSE ha deciso di anticipare l’emanazione del decreto di programmazione per il 2020 dei bandi per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, mettendo a disposizione ulteriori 43 milioni di euro. Entro metà luglio saranno, quindi, fissati i termini per la presentazione delle nuove domande di contributo.

È stato, infine, aperto il termine per richiedere il “Voucher 3I –Investire In Innovazione”, la misura agevolativa dedicata alle start up innovative. Con 19,5 milioni di euro per il triennio 2019-2021, gestiti da Invitalia, si intende sostenere la competitività delle start up finanziando la tutela, in Italia e all’estero, dei processi di innovazione tramite il brevetto per invenzione industriale.