Giovane, frizzante, ottimista e con tanta voglia di crescere, Elena De Martini, amministratrice dell’azienda Fratelli Diversi, distributore europeo autorizzato del brand Hey Dude, condivide queste caratteristiche con il marchio stesso. Con un progetto innovativo, che punta sul benessere ed uno stile inconfondibile, il brand si è reso protagonista di un exploit sui mercati nazionali ed internazionali.

 

Come nasce il progetto di Hey Dude?

Il progetto nasce nel 2009 quando mio fratello Alessandro, che come me lavorava già nel settore calzaturiero, di ritorno da uno dei suoi viaggi in Cina, si era reso conto che non esisteva ancora una scarpa/calzatura moderna che fosse comoda come una pantofola. Ha deciso quindi di progettarla focalizzandosi su quelli che per lui erano e sono tuttora i principi essenziali della sua idea di calzatura: l’attenzione ai dettagli, la ricerca di soluzioni anticonvenzionali, il rispetto per l'ambiente e un impegno assoluto nel perseguire il massimo confort. Un progetto innovativo su cui abbiamo deciso di investire: abbiamo aperto Fratelli Diversi vicino a Firenze, capitale mondiale delle calzature, dando il via al marchio Hey Dude.

Fino dall'inizio abbiamo deciso di ridisegnare e ricostruire gli stili classici cercando di sostituire tutti i materiali pesanti, rigidi e obsoleti, puntando su leggerezza, flessibilità, sostenibilità e versatilità. Coniugando questi principi ad un design moderno e accattivante.

E' così che è nata Wally, la nostra icona: declinata inizialmente in tre varianti colore, con suola oggi brevettata in EVA UltraLIGHT, e un sistema Easy-On, caratterizzato dalla presenza di lacci elastici che non richiedono allacciatura. Inizialmente è stata distribuita in punti vendita di nicchia dove il prodotto, per il suo design, il suo confort e il suo prezzo (posizionato intorno ai 59 euro) ha subito attratto l’attenzione del pubblico/target maschile di riferimento.

 

Come si è sviluppata nel tempo la proposta di Hey Dude?

Nel corso degli anni abbiamo ampliato la gamma di prodotto e abbiamo puntato anche sulla donna, che oggi rappresenta circa il 20% della nostra offerta e cresce ad un ritmo importante e costante ogni stagione. Attualmente la nostra collezione comprende 5 stili da uomo per un totale di 86 varianti colore e 4 stili da donna per un totale di 40 varianti colore. Di recente introduzione anche la collezione bambino, divertente e colorata, che trasforma i nostri classici best-seller in versione youth. I nostri designer seguono attentamente lo sviluppo del prodotto mantenendo il nostro stile iconico e focalizzandosi principalmente sul confort, con l’inserimento di nuovi dettagli e di materiali innovativi ad alte prestazioni per realizzare le scarpe più comode che abbiate mai indossato. Il risultato sono calzature dalla costruzione perfetta, innovative, ultraleggere e casual con stile.

 

Quali sono i requisiti che fanno di Hey Dude una calzatura confortevole?

La costruzione e l'attenzione ai materiali sono fondamentali per Hey Dude: una pianta larga per garantire il massimo benessere al piede, unita a suole in una mescola in EVA UltraLIGHT brevettata, la tecnologia AirFlow per una corretta ventilazione, una soletta in memory foam per proteggere da urti, estraibile e rivestita in materiali naturali come canvas o sughero a garanzia della traspirabilità. Soluzioni che garantiscono il benessere, la leggerezza e flessibilità delle scarpe Hey Dude.

Inoltre, poniamo massima attenzione alla sostenibilità con la scelta di impiegare cotone naturale ed etico per le nostre tomaie, proposte vegan, pelle riciclata, tessuti ecoknit in plastica riciclata.

 

 

Dove viene prodotto Hey Dude?

Il design è italiano, la produzione asiatica. Con un headquarter ad Hong Kong ed un ufficio design in Cina, a Jingjiang, possiamo monitorare direttamente la produzione per assicurarci che i nostri alti standard qualitativi siano mantenuti costanti.

 

Dove viene distribuito Hey Dude?

Oltre all'Italia e l'Europa, siamo distribuiti in America e in Asia. Gli Stati Uniti sono il mercato trainante. L’Italia è il mercato europeo più ricettivo e dove abbiamo una distribuzione quasi capillare, mentre in altri paesi europei, come Gran Bretagna, Spagna, Germania, Polonia registriamo una forte crescita. Di recente introduzione anche in Finlandia, Olanda, Grecia, Russia, Svizzera, Austria dove riscontriamo un ottimo interesse. In Asia siamo presenti in circa 30 mall tra Cina e paesi limitrofi con numerosi mercati in apertura. La forza di un prodotto come Hey Dude ci ha permesso di costruire con facilità la nostra rete commerciale: non appena conosciuto il prodotto, è subito scattato un forte interesse che ha portato potenziali clienti e agenti a contattarci.

 

Per l'Italia avete sviluppato un innovativo progetto di distribuzione…

Siamo da poco partiti con un progetto commerciale molto interessante che ci vede partner di due brand importanti come Birkenstock e Havaianas. Abbiamo aperto e sono in apertura tre punti vendita in Toscana nei quali si propone la vendita tri-brand dei nostri tre marchi congiunti. La qualità e funzionalità di Birkenstock che rappresenta un richiamo nelle vetrine unita alla forza delle emblematiche Havaianas, ci permette di essere scoperti dai clienti, che quando entrano nello store finiscono spesso per uscirne con un paio di Hey Dude. Per noi si è rivelato un abbinamento vincente: un'esperienza valida che stiamo pianificando di estendere anche alle altre regioni d'Italia.

 

E sul versante digitale?

Oltre ad essere presenti su diverse piattaforme commerciali come Amazon, stiamo vedendo crescere giorno dopo giorno il nostro sito e-commerce. Con un magazzino interno per far fronte agli ordinativi online siamo pronti per un ulteriore crescita sui canali digitali puntando come sempre su quelli che sono i nostri punti di forza: comodità, vestibilità e prezzo.

 

Come ha impattato il Covid sul business di Hey Dude?

Nonostante la pandemia abbiamo registrato buoni dati di crescita, sia sul canale fisico che su quello digitale, merito di un prodotto di qualità e confort. Ecco perché, nonostante la crisi sanitaria, contiamo di riconfermare se non aumentare il fatturato dello scorso anno.