La congiuntura di settore fotografata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici evidenzia ancora un quadro a luci ed ombre. Ecco i trend principali emersi dello studio:

 

       Il record delle esportazioni, che hanno superato i dieci miliardi di euro a valore, si deve soprattutto al traino delle griffe del lusso, come certifica il risultato dei flussi diretti in Svizzera (+27%), ormai la prima destinazione del made in Italy, e in Francia +9,3%. I due mercati assieme coprono 1/3 delle vendite estere in valore.

 

       La contrazione della produzione, scesa a 178,6 milioni di paia (-3,1%) svela il divario che si approfondisce tra PMI e brand del lusso. Conseguenza è il proseguimento del processo di selezione di imprese con la chiusura di 179 aziende, tra industria e artigianato.

 

       Russia e CSI: continua la frenata di questi importanti mercati, con cali del 15,3% in Russia., Ucraina -10% e Kazakistan -16%: un andamento che ha pesanti ripercussioni sui distretti più esposti in quest’area, le Marche e l’Emilia Romagna.

 

       Medio Oriente ancora negativo, con -9,2% in volume e -7,2% in valore.

 

       Far East tendenzialmente positivo con Cina +9,4% in valore e Hong Kong +2,6% che, assieme, costituiscono il 6° mercato in valore. Crescita ancora a doppia cifra la Corea del Sud (+19%) mentre il Giappone, nonostante l’entrata in vigore dell’EPA, cresce del 6,8% in valore ma cede sui quantitativi (-6,7%).

 

       In Nord America si registra il sensibile aumento del valore esportato in Usa (+11%) mentre in Canada, nonostante il CETA, si registra un meno soddisfacente +0,5% in valore e -8,3% in volume.

 

       Il mercato interno è ancora al palo con gli acquisti delle famiglie in calo in quantità (-3,2%) e in valore (-2,3%). Un solo comparto di calzature mostra segni di vitalità: quello delle sneaker. Segno delle dinamiche poco favorevoli è anche la contrazione nelle importazioni, -1% in quantità e +3,8% in valore.

 

       Per effetto delle dinamiche sopra esposte, il saldo commerciale segna un nuovo record, a quota 4,8 miliardi di euro, +10,3%.