Settore: cresce l’export e il peso del terzismoL'accelerazione delle vendite estere nel quarto trimestre porta l'export 2018 a +3,6%, ma i quantitativi sono in calo. Il ruolo dell’alto di gamma e del terzismo nei flussi, e le regioni protagoniste. Cresce l’export di Lombardia e si consolidano Veneto e Toscana.

Mag 15, 2019
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Secondo i dati Istat elaborati dal Centro Studi Confindustria Moda, il Focus Export Regioni Calzaturiere 2018

Hard choice.
Hard choice.

evidenzia un andamento dicotomico tra valori in crescita e quantitativi in calo, con prezzi medi sensibilmente in aumento, spia del ruolo non secondario dell’alto di gamma e dei brand internazionali del lusso nell’influenzare le dinamiche.
Cominciamo con il quarto trimestre. Si assiste ad una decisa accelerazione delle vendite estere che, dopo un terzo trimestre fiacco (+0,9%), segnano un +7,4% nei valori. Il dato però si scontra con la non trascurabile frenata dei quantitativi, -6,3%, “a conferma del quadro ancora complesso della domanda internazionale e delle difficoltà registrate in diversi distretti produttivi”.
Tra le prime otto regioni calzaturiere la Lombardia registra nel quarto trimestre un sensibile incremento, +19,4%, che la classifica come prima regione per aumento dell’export su base annua col +12,8%. E’ seguita da Toscana ed Emilia Romagna, con crescite nell’ordine del 9%, dal Veneto con un più contenuto +4% e Puglia con +1,8%, mentre Campania e Marche segnano una variazione negativa (rispettivamente -8,6% e -5,5%).
Su base annua l’export 2018 supera i 9,85 miliardi di euro (erano 9,51 l’anno precedente) con un incremento del 3,6%, però a fronte di una contrazione dei quantitativi (-3,5% per le scarpe e -7,7% per la componentistica).calzaturetaly-shoes_7a5e7382d2a07a2b10bdbf6ed1c55b5f
Tra le regioni, Veneto e Toscana consolidano le quote sul totale esportato (rispettivamente 27,5% e 21,5%), tallonate da Lombardia col 16,7%, da Marche col 13,9%: assieme, le quattro regioni detengono una quota pari all’80% delle esportazioni. Seguono Emilia Romagna (7,5%), Puglia (3,2%), Piemonte (2,8%) e Campania (2,3%). Tra le province è invece Firenze la prima esportatrice, con un valore di 1.375 milioni di euro, seguita da Milano con 1.161 milioni, e Treviso con 1.084.
Prima destinazione dell’export regionale è quasi sempre un mercato comunitario, Francia e Germania soprattutto, solo Lombardia e Toscana hanno come prima destinazione un mercato extra UE, la prima gli Usa, la seconda la Svizzera. Le logiche del terzismo legato alle grandi griffe spiegano sia che il Veneto abbia come prima destinazione la Francia, con una crescita del +16,4%, sia lo sbocco in Svizzera della Toscana, con un aumento addirittura del +32,2%.

Le scarpe dedicate al 150∞ dellUnita' dItalia, donate dalla Regione Marche al presidente della Repubblica per la sua visita del 25 aprile, in una foto diffusa il 19 aprile 2012. ANSA / REGIONE MARCHE ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Altre dinamiche evidenziate dall’analisi dell’export regionale sono la nuova frenata della Russia, con regioni come le Marche che segnano -19,3%, la Toscana -16,5%. E’ anche aumentata la quota delle esportazioni extra UE, giunte al 49,9% del valore: gli Usa sono il primo mercato, particolarmente importante per la Lombardia (1° sbocco) e per la Toscana (secondo sbocco). A questa destinazione seguono gli stati asiatici Cina e Corea del Sud, con andamento positivo per quasi tutte regioni, a compensare quello negativo di Hong Kong e Giappone.
Ultima riflessione riguarda il mercato dell’UK, 5° sbocco del made in Italy: le ombre della Brexit ricoprono soprattutto il Veneto che è la regione che vi esporta di più, ma anche Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Marche sono esposte.

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