Settore calzaturiero: andamento lentoLa congiuntura settoriale: i dati presentati da Assocalzaturifici

Mar 05, 2018
Posted in: , Mercati

 

industria-italianaRipresa lenta per il settore calzaturiero italiano: la rilevazione condotta da Assocalzaturifici su un campione significativo di aziende del comparto calzaturiero per i primi nove mesi del 2017 evidenzia un quadro stabile, ma improntato alla cautela. Nonostante siano positivi tutti gli indicatori – a cominciare dalla produzione, cresciuta in media dello 0,7% in volume e del 2,1% in valore – la ripresa non decolla, soprattutto alla luce del terzo trimestre 2017, “con volumi senza variazioni significative, il rallentamento delle esportazioni e i consumi interni nuovamente al palo”.

“Ci avviamo alla chiusura di un anno in cui, dopo un lungo periodo insoddisfacente, iniziano a manifestarsi primi timidi segnali di inversione di ciclo. – è stato il commento di Annarita Pilotti, presidente dell’associazione – Ma non possiamo cedere a facili entusiasmi: tante sono ancora le imprese in annarita-pilottidifficoltà”.

Come sempre, la tenuta del settore si deve soprattutto all’export che, nei primi nove mesi del 2017 evidenzia una crescita del 2,2% in valore e dell’1,4% in quantità (dati Istat).
Tendenzialmente sui mercati dell’UE il made in Italy risulta stabile (+1% in valore e +0,2% in volume), riconfermando il lieve recupero in Francia (+0,8% in volume) ma arretrando in Germania (-2,9% nei quantitativi, nonostante un 0,6% in valore).
Più performanti le dinamiche extra UE (+4,4% in quantità e +3,6% in valore). Segnali confortanti di ripresa arrivano dalla Russia (+28,3% in volume e +18,4% in valore), mentre languono Ucraina e Kazakistan segnando rispettivamente un modesto +0,9% e un -0,4% in quantità.
In Nord America migliora la domanda degli Usa (ma solo in quantità: oltre il +6%), mentre il Canada è ancora in territorio negativo (-5,4%): bisognerà attendere il consuntivo del quarto quadrimestre per verificare se l’entrata in vigore provvisoria industria-calzatura-3dell’accordo di libero scambio CETA imprimerà una svolta positiva.
Mentre in Medio Oriente si è avviato il recupero (+3,2% in volume), rallenta invece il Far East (-6,8% in volume e -4% in valore): le pur buone performance di Corea del Sud (+7,6% in quantità) e Cina (+5,5% in quantità, seppur con un -1,7% in valore), non compensano le perdite attorno al -12% nei volumi di Giappone e Hong Kong.

Come evidenziato dai dati dell’export, la performance positiva del made in Italy è stata sostenuta dallo sforzo delle imprese nel contenere i costi: i valori crescono infatti in maniera inferiore ai quantitativi, per effetto di un aumento contenuto del prezzo medio al +0,8% (tra il 2011 e il 2016 la crescita era stata invece più sostenuta, del +32%), con un trend conservativo o al ribasso in molti importanti mercati, tra cui la Russia, dove segna un non trascurabile -7,8%.

L’effetto di queste dinamiche aggiunto alla contestuale frenata dell’import (-1,6% in valore e -3,3% in quantità) permette al settore di archiviare un saldo commerciale attivo di 2,97 miliardi di euro (+6,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) riconfermando l’importante contributo del calzaturiero italiano alla bilancia commerciale nazionale.

industria-calzaturiera-7Sul mercato domestico i consumi sono ancora deboli (+0,4% in valore e -0,3% in quantità) e l’unico comparto che risulta premiante è quello delle sneaker, in crescita del 4%.

La nota di Assocalzaturifici si chiude con una fotografia della demografia delle imprese e degli addetti: a fronte di 99 chiusure, si registra tuttavia un saldo attivo di 279 occupati in più nel settore.

Assocalzaturifici http://www.assocalzaturifici.it/

Assocalzaturifici è l’Associazione che rappresenta a livello nazionale le imprese a carattere industriale che operano nel settore calzaturiero. L’Associazione conta […]

Potrebbe interessarti anche
Settore: cresce l’export e il peso del terzismo

Settore: cresce l’export e il peso del terzismo

L’accelerazione delle vendite estere nel quarto trimestre porta l’export 2018 a +3,6%, ma i quantitativi sono in calo. Il ruolo dell’alto di gamma e del terzismo nei flussi, e le regioni protagoniste. Cresce l’export di Lombardia e si consolidano Veneto e Toscana.

Calzatura italiana, più in Inferno che in Paradiso

Calzatura italiana, più in Inferno che in Paradiso

In occasione della videoconferenza stampa di Micam, il direttore di Assocalzaturifici Tommaso Cancellara ha presentato il non proprio lusinghiero pre-consuntivo settoriale del 2018 basato sull’indagine a campione condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici. Diciamo che, per restare sulla metafora della Divina Commedia – tema della campagna di advertising della fiera, più che essere in Paradiso, stiamo tornando in Inferno.