L’omaggio al minimalismo sardo di PretziadaUn duo creativo capace di esportare nel mondo il saper fare sardo, con una storia alle spalle. Un design contemporaneo capace di rivisitare l’isola italiana unendo artigianato, moda, turismo e racconto.

Mar 28, 2018
Posted in: , Designer , Interviste

boot-verticale-2Ivano Atzori e Kyre Chenven si sono lanciati in un progetto straordinario: raccontare la vita della Sardegna attraverso la sua cultura arcaica, i suoi prodotti più ignoti, le antiche tecniche da salvaguardare grazie a una reinterpretazione contemporanea.
Dove? Ovviamente sul loro sito Internet che non è il solito blog, né il solito portale per turisti, né il solito e-commerce, bensì una bellissima casa, con molte stanze per cui vagare e sentirsi a proprio agio nel curiosare fra gli scaffali e i cassetti.
Una bellissima storia capace di raccogliere attorno al fuoco artigiani locali e designer internazionali, per rivisitare oggetti della tradizione e farli conoscere nel mondo con l’e-commerce e la presenza in selezionati concept-store.
Pochi  pezzi con un passato da raccontare, come le brocche della sposa. Tra questi oggetti di culto anche il Pretziada Boot, lo scarponcino dei pastori.

Cosa vi affascina di più del vostro progetto?
“L’idea di poter vedere nelle boutique di tutto il mondo un pezzo della vita agropastorale sarda accanto ai blasonati nomi delle griffe”.

Siete una coppia anche nella vita? Quali esperienze avete alle spalle?
“Abbiamo due figli e conduciamo una vita rurale in Sardegna”.

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Quale storia si cela dietro la riedizione del vostro scarponcino sardo?

“In Sardegna ogni paese aveva il suo calzolaio che realizzava le stesse scarpe per tutti (uomini, donne e bambini, dottori o maestre…). Lo stivaletto del pastore era simile e prevedeva determinate caratteristiche in tutta l’isola, con qualche dettaglio diverso che permetteva a chiunque di riconoscerne il paese di provenienza”.

Voi quale avete scelto?

“Il nostro Pretziada Boot si basa sul Sarcidano, un modello utilizzato nel Centro-Sud dell’isola. Un omaggio al minimalismo, dalla forma raffinata e con particolari dal carattere forte. Le parti alte della tomaia si piegano una sull’altra e vengono chiuse da una linguetta che vi si sovrappone rendendo lo stivale robusto e resistente all’acqua. Abbiamo sostituito la tradizionale pelle conciata al vegetale con la più resistente ma morbida Cusna e mantenuto la complessa ma resistentissima costruzione Ideal”.

Avete modificato anche la suola?

“No, è rimasta identica a quella usata da sempre dai pastori sardi. Un fondo completamente in gomma naturale in grado di assicurare ottimo grip pur rimanendo perfettamente liscio. Una scelta funzionale, poiché assicura una pulizia facile e veloce e lascia meno tracce sul terreno, il che è ottimo se si vogliono evitare i banditi, com’era auspicio dei vecchi pastori sardi”.

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Ivano Atzori

Ivano ha un passato importante come graffittaro a livello europeo, profondo conoscitore della cultura underground, ha collaborato con Givenchy, Vivienne Westwood, Barry McGee e Nike.

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Kyre Chenven

Kyre è una californiana che ha lavorato come manager, scenografa, direttore creativo a New York, San Francisco, Milano e in Toscana, vivendo in molte parti d’Italia per 10 anni.

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