L’Arianna: quando il “sacchetto” sale sui tacchiL'acuto spirito imprenditoriale e la particolare attenzione alle esigenze della donna moderna permettono al calzaturificio L'Arianna di realizzare una scarpa innovativa e confortevole come una pantofola, grazie alla lavorazione a sacchetto portata ad arte.

Mar 27, 2018
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Ma come ha inizio tutto? Dalla storia di L’Arianna: il calzaturificio nasce negli anni Sessanta e, larianna-2sotto la guida del fondatore Mario Capuano, si specializza nella produzione di pantofole realizzate con la tradizionale tecnica di lavorazione a sacchetto. Con l’ingresso della seconda generazione in azienda, il figlio Gianluca assieme al direttore commerciale Beppe Albino pensano di applicare questa antica tecnica di lavorazione anche alle calzature con tacco alto (fino a 11 cm). Il risultato è una scarpa dall’estrema morbidezza e flessibilità, che garantisce il massimo confort al piede di chi la indossa.
“Abbiamo realizzato un nuovo sistema di larrianna4costruzione applicativa: – dichiara Gianluca Capuano – siamo stati i primi al mondo e ancora manteniamo l’esclusiva di questa costruzione che ci permette di realizzare calzature di stile con un confort inarrivabile”. La nuova metodologia si innesta perfettamente nel solco della produzione artigianale ed esclusivamente made in Italy dell’azienda, che ha permesso la realizzazione di prodotti di qualità unica, apprezzati sia in Italia come all’estero: “Si tratta di un processo di lavorazione che richiede un importante contributo di lavorazioni a mano, – spiega Capuano – i macchinari ci permettono di completare i passaggi e le rifiniture essenziali. Per esempio, Elettrotecnica BC è stato un partner fondamentale in questo senso: ha personalizzato i suoi macchinari e adattato le sue avanzate tecnologie alle nostre particolari esigenze lavorative, permettendoci di conseguire risultati ottimali”.
Ma perchè la lavorazione a sacchetto è così confortevole? “La fodera è cucita direttamente al sottopiede della scarpa in modo da conferire il massimo della flessibilità alla suola: – risponde larianna-3Gianluca Capuano – puoi piegare in due una nostra scarpa che sia una ballerina o una decolleté, ritornerà esattamente come prima appena la lasci. Il nostro obiettivo è che per la donna, quando torna a casa, non sia una liberazione scendere dai tacchi”.

Gianluca Capuano che oggi dirige il calzaturificio con la moglie Alessandra Manno, punta sull’eccellenza del prodotto per l’espansione del brand in Italia e nel mondo: Siamo sinonimo di qualità, stile e tecnica: il nostro prodotto parla da solo, la sua qualità è il nostro migliore biglietto da visita. Grazie a ciò siamo riusciti ad affermarci sul mercato italiano e sui mercati esteri dove siamo presenti: in Svizzera, in Giappone, in Germania e Austria…”.
Ma quali sono i progetti futuri di L’Arianna?
“Continuare l’espansione estera verso altri mercati, sempre puntando sulla forza e qualità del nostro prodotto. Ma senza l’ansia di crescere a dismisura: vogliamo mantenere la nostra qualità e per farlo dobbiamo necessariamente crescere gradualmente, per garantire alla nostra clientela il mantenimento degli alti standard qualitativi a cui li abbiamo abituati”.
Importante punto di riferimento per la presentazione delle collezioni di L’Arianna è lo lariannashowroom milanese di via Savona 70, a ridosso del fashion district metropolitano. “E’ qui che incontriamo i nostri clienti italiani e stranieri e presentiamo le nuove collezioni dedicate a donne di classe e di una femminilità che non sa rinunciare al confort. A loro proponiamo calzature di stile, ricercate, ma confortevoli come pantofole, come per la collezione AI 2018-19: stivali, decolleté e ballerine realizzate su gni altezza, con un design contemporaneo e materiali di prima qualità, e nel rispetto del confort che contraddistingue le nostre lavorazioni a sacchetto”.

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