Il made in Italy extra-UE va in Svizzera e USAFatto salvo che 7 scarpe su 10 esportate restano saldamente in UE, le principali destinazioni del dell'export regionale fuori dall'Unione sono la Svizzera e gli USA, mentre risulta ridimensionato il ruolo di Russia e dei mercati dell'ex blocco sovietico.

Mag 11, 2018
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Veneto, prima regione per export

Grazie ad un ultimo trimestre molto performante, con un +6,6% tendenziale in valore, l’export italiano chiude il 2017 in crescita del 3,4% a 9,5 miliardi di euro a livello nazionale, cifra che comprende sia le calzature finite che la componentistica. A stabilirlo, l’analisi del Centro Studi di Confindustria per Assocalzaturifici, che rileva congiuntamente le performance dell’export regionale del 2017.
Il Veneto emerge come la prima regione per export con una quota del 27,4% sul totale Italia, seguito da Toscana (21,4%), Lombardia (15,3%) e Marche (15,1%), che perdono una posizione rispetto al 2016. Insieme, queste quattro regioni rappresentano circa l’80% del fatturato estero nazionale. La crescita è quasi generale: Veneto, Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna presentano un trend di poco superiore al 4%, la Puglia del 2,7%, solo Marche e Campania registrano una flessione (rispettivamente -1,5% e -4,1%).
Tra le destinazioni dell’export regionale, l’UE si conferma la principale e infatti, ben cinque delle sette principali regioni calzaturiere, hanno come cliente preferenziale un mercato comunitario: la Francia per Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Campania; la Germania per le Marche. La Toscana ha invece come prima destinazione la Svizzera, hub logistico-distributivo delle griffe regioni-5della moda, mentre la Lombardia ha come primo sbocco gli USA. Risulta assente la Russia, che fino al 2014 costituiva il primo mercato di Marche ed Emilia Romagna.
Rispetto alle leadership regionali nei vari mercati, il Veneto si conferma anche nel 2017 prima regione per export in UE, la Toscana verso gli USA, le Marche verso l’area CSI e la Lombardia verso il Medio Oriente ed il Far East.
L’analisi dell’andamento dell’export regionale nell’ultimo quadriennio presenta quadro composito, dal quale emergono alcune tendenze: mentre il Veneto guarda vicino, ai mercati europei, alla Francia, Svizzera, Regno Unito, Spagna e Polonia, la Lombardia punta invece lo sguardo lontano, verso gli USA, il Far East e gli Emirati. La Campania presenta tra i primi cinque, tre mercati centro-americani: USA, Messico e Canada. Infine, tutte le regioni inseriscono tra le prime cinque destinazioni Svizzera e USA; la Svizzera, tra l’altro, è anche il mercato più performante per Toscana, Marche, Puglia e Campania.
Tra i mercati in UE, Francia e Germania (il più performante per il Veneto e per l’Emilia Romagna) sono tra le prime destinazioni, seguite da Regno Unito e Spagna, e da due paesi dell’Est, Polonia e Repubblica Ceca, anche se in posizioni di rincalzo e solo per Veneto e Puglia.
Fuori UE, in Far East, le destinazioni più performanti sono Sud Corea e Hong Kong, in grande regionicrescita soprattutto per Lombardia.
Grandi assenti sono i mercati dell’ex blocco sovietico che prima della crisi esplosa nel 2014 erano invece in forte espansione. Il recupero dell’export nell’area nel 2017 e l’interesse costante per il prodotto italiano confermato anche dalla maggiore presenza all’ultimo MICAM, con +22% di visitatori dalla Russia – primo paese estero in fiera – seguito dall’Ucraina con un +7%, confermano questi mercati come importanti riferimenti del made in Italy.

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