Focus sulla moda sostenibileLe nuove tendenze e innovazioni per quanto riguarda la moda sostenibile per la Primavera/Estate 2019. Tredici collezioni che abbiamo scelto per il loro stile e per la loro attenzione al tema della sostenibilità1

Lug 27, 2018

WOMSH

Le sneaker Womsh nascono con l’intento di unire qualità e design italiani al rispetto per l’ambiente. Sono infatti ad impatto zero e compensano l’anidride carbonica emessa nel ciclo di produzione piantando alberi e preservando le foreste in crescita, in collaborazione con l’omonimo progetto di Lifegate. Realizzate secondo i principi del fair trade, una volta esaurito il proprio ciclo di vita, le calzature possono essere riportate al negozio per essere riciclate e trasformate in pavimenti antiurto/antiscivolo per i parchi giochi

NAT-2™ X ROXXLYN®

La collaborazione tra Roxxlyn® e nat-2™ è nata da un’interessante chiacchierata a una fiera di Parigi. Roxxlyn® è conosciuto per i suoi accessori esclusivi realizzati in pietra, nat-2™ per le sue sneaker di design in materiali alternativi. Ora entrambi i marchi hanno unito le forze per questo vero progetto di ingegneria tedesca: una collezione di sneaker unisex realizzati in vera pietra. L’ardesia è stata resa leggera, morbida e flessibile grazie a una tecnologia molto complessa e all'avanguardia, probabilmente utilizzata per la prima volta per le calzature. Le sneaker di lusso sono prodotte in Italia con finissima nappa e materiali di alta qualità.

MIMICRY x LARS TRUCKS NIKE AIR JORDAN 1

Realizzare un prodotto utile in materiale riciclato, nonchè attirare l’attenzione sulla crisi dei migranti. Realizzate con la plastica dei gommoni raccolti nelle spiagge greche di Chios dopo il passaggio dalla Turchia, le sneaker unisex fanno parte della seconda collezione mimicry "I AM MANY" in collaborazione con l’artista berlinese Lars Trucks. Ogni scarpa è completamente unica, fatta a mano e porta con sé una storia di coraggio e speranza. Acquistabili solo sullo shop online del brand tramite una lotteria, i ricavati della vendita saranno utilizzate per coprire i costi della produzione delle scarpe fatte a mano a Berlino e saranno utilizzate per sostenere il lavoro a favore dei rifugiati che la l’azienda non profit sta portando avanti.

TRIPPEN

I designer berlinesi Angela Spieth e Michael Oehler, ideatori del brand negli anni ’90, hanno affermato fin da subito la loro estetica precisa e non schiava delle mode: in primo piano punte rotonde, piante comode - preferibilmente basse - sofisticate zeppe ergonomiche. Le calzature vengono progettate pensando ad una quotidianità non scandita da codici stilistici transitori e, proprio per questo, apprezzabili da un pubblico emancipato, alla ricerca di calzature raffinate e destinate a durare nel tempo. Il design viene elaborato a Berlino da un’affiatata equipe di collaboratori, mentre la produzione è delegata ad esperti artigiani del nord-est italiano, come scelta etica dell’azienda di valorizzare e sostenere le eccellenze locali e tradizionali. I colori e pellami sono realizzati con sostanze vegetali, non inquinanti e anallergiche.

VIVOBAREFOOT

Nel tentativo di affrontare pragmaticamente la crisi dei rifiuti di plastica, l’innovativa azienda inglese ha sviluppato la gamma di PET riciclato, che trasforma circa 17 bottiglie di plastica in un paio di scarpe resistenti e ad alte prestazioni. Altra
novità, la schiuma BLOOM a base di alghe, la prima alternativa sostenibile alla schiuma EVA sintetica e petrolchimica prevalente nel mercato odierno. E’ utilizzata per il modello Ultra III, una scarpa anfibia - perfetta per avventure terrestri e marine. Il design leggero esagonale è traspirante, non assorbente e drena l'acqua con facilità. La nuova suola con grip esagonale in gomma adesiva offre una sensazione di leggerezza, flessibilità e incredibile trazione sul bagnato e sull'asciutto.

ALINA SCHUERFELD

Le collezioni della designer di Amburgo interpretano i trend della moda nell’ottica della sostenibilità. Le calzature sono realizzate in pelle conciata senza cromo, al vegetale o con sostanze a base di rabarbaro, che consentono di donare un’affascinante palette di sfumature a sandali, ciabattine e stivali. Tra gli svariati materiali utilizzati, troviamo pellami provenienti da Germania e Italia e la pelle di salmone eco-certificata (scarto dell’industria ittica e lavorata in modo da ottenere un effetto pitonato).

HOBO SHOES

La garanzia di qualità delle Hobo Shoes è il design tedesco e la produzione portoghese, dove sono lavorate in modo artigianale per gran parte del processo di fabbricazione secondo i principi del fair trade.
Il marchio fondato negli anni ’70 a Münster punta su pelli morbidissime e durevoli, conciate al vegetale senza cromo, con un occhio all’emissioni di anidride carbonica nel produrle.

ECTOR

Realizzate in bottiglie di plastica e prima sneaker ecologica Made in France, la Ector si basa sul know-how locale, su un'innovativa tecnica di lavorazione a maglia e sul rispetto per l'ambiente. Al 100% francese, la produzione avviene nella sede di Romans Sur Isère, nel cuore del distretto storico della calzatura francese. Grazie alla tecnologia KNIT, la scarpa è più leggera (in media del 20%), più flessibile e ariosa di una sneaker tradizionale. Un lavoro tecnico innovativo e innovativo che ha il notevole vantaggio di non comportare alcuno spreco di materiale: consuma solo la quantità necessaria per la fabbricazione di ogni sneaker. Processo ottimizzato al 100%, consente di risparmiare tempo ed energia in tutte le fasi, dalla lavorazione a maglia all'assemblaggio e al trasporto.

NEMANTI MILANO

Il brand italiano si rivolge non solo a chi ha operato una scelta di vita cruelty free o green, ma a chiunque abbia a cuore l’artigianalità italiana di qualità come sinonimo di stile ed eleganza. L’approccio alla produzione di Nemanti Milano è animato su più livelli da una radicata cultura del rispetto: per gli animali, per l’ambiente, grazie all’impiego di tessuti di origine vegetale, spesso frutto di riciclo o riuso, e a impatto ambientale nullo; per la tradizione e il lavoro, come dimostrano l’assenza di delocalizzazione all’estero e il coinvolgimento di due distretti artigianali dalla storia antica e consolidata: quello marchigiano e quello di Parabiago. I materiali utilizzati, frutto di un’attenta ricerca, garantiscono alle scarpe comodità, eleganza e resistenza: dai più tradizionali lino, cotone cerato, sughero e legno, a materiali più innovativi come l’Alcantara a zero emissioni di CO2 e l’ecopelle derivata dagli scarti della produzione di cereali. Dalla primavera-estate 2018 è impiegata anche la “pellemela”, ottenuta dai torsoli delle mele scartati dalle industrie agroalimentari.

LANIUS

La veterana del settore “green” Claudia Lanius, sul mercato dal 1999 col marchio che porta il suo nome, considera scegliere materie prime locali il primo passo verso la sostenibilità. Tanti i materiali per i total look proposti, tra cui cotone, canapa, denim, seta, lino organic e legno di faggio, molti dei quali tradizionali, perché come sottolinea la fondatrice, il suo lavoro sta nel realizzare prodotti di qualità che rispettino l’ambiente e la dignità dei lavoratori. L’azienda vanta numerose certificazioni (GOTS - Global Organic Textile Standard e PETA - Approved Vegan Label tra le altre) e si avvale delle migliori collaborazioni (istituti indipendenti come CERS e Control Union) per ottenere prodotti eco-friendly senza rinunciare ad gusto modaiolo e innovazione di prodotto.

TEN POINTS

L’azienda a conduzione familiare di Norrtälje (Svezia) dal 1983 progetta scarpe dall’identità forte con focus su artigianalità e qualità. Forte di una produzione artigianale in Portogallo, negli ultimi anni il marchio Ten Points - sinonimo di scarpe di qualità svedesi - ha ottenuto successo con una linea sostenibile di scarpe in pelle vegetale di altissima qualità conciata senza cromo.

ULTRASHOES

Tra le calzature del brand ‘a economia circolare’ troviamo linee vegane o biodegradabili e leggerissimo sughero per le sneaker nonchè upcycling dei materiali anche nelle suole, recuperate e realizzate in pelle riciclata dai sedili per auto
Le scarpe prodotte dall’azienda portoghese sono facili da disassemblare dopo la fine del suo ciclo d’utilizzo e da destinare a riciclaggio o compostaggio, essendo realizzate senza cuciture, colla o parti metalliche.

EL NATURALISTA

Il brand spagnolo nasce nel 2003 nella regione della Rioja, vicino a Pamplona, una zona che vanta una lunga storia nella produzione di calzature artigianali di qualità. Il marchio è particolarmente attento all’ambiente e alle condizioni di lavoro dei propri dipendenti, e per far sì che la filosofia dell’azienda si adatti a tutta la produzione, sono state fissate delle regole ben precise: utilizzare solo materiali naturali, evitare l’utilizzo di sostanze tossiche, proteggere l’ambiente, massimizzare l’uso di materie biodegradabili, mantenere il più possibile una produzione di tipo artigianale combinata con le nuove tecnologie. El Naturalista propone moltissimi modelli, tutti coloratissimi e assolutamente riciclabili, e non manca una linea totalmente vegan. La loro caratteristica comune è l’originalità delle forme e l’indiscutibile comodità che regalano.

NAE

Le calzature portoghesi vegane Nae (acronimo di ‘No Animal Exploitation’) racchiudono in sé la sapienza manifatturiera di un’intera nazione. Le scarpe sono realizzate con i materiali più impensabili: bottiglie di plastica riciclate e airbag usati ma anche sughero e corteccia di querce portoghesi naturali al cento per cento e impermeabili. Molto interessante la linea realizzata in Piñatex, un materiale naturale realizzato dalla fibra di ananas (scarto dell’industria alimentare) proveniente dalla Filippine, che può essere utilizzato come alternativa a tessili e pelli ed è sorprendentemente resistente e proveniente solo da coltivazioni certificate, dove le condizioni di lavoro rispettino le direttive internazionali.

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